Acquisizione Alitalia: le proposte di Easyjet e Delta Airlines

acquisizione Alitalia

Pochi giorni fa, la compagnia low cost europea Easyjet ha formalizzato la terza offerta di acquisizione Alitalia dell’anno. A questa si è aggiunta, in contemporanea, l’offerta non vincolante di Delta Airlines, la seconda compagnia aerea più grande del mondo, arrivando a tre offerte concretizzate:

  • Ferrovie dello Stato
  • Delta Airlines
  • Easyjet

Easyjet aveva presentato una prima offerta di acquisizione Alitalia nell’ottobre 2017 parallelamente a quella del gruppo Lufthansa, poi ritiratosi per mancanza di interessi concreti a procedere. Secondo un comunicato ufficiale inviato ai commissari straordinari, «EasyJet ha inviato una manifestazione d’interesse rivista per un’Alitalia ristrutturata, come parte di un consorzio». Questa intenzione, dunque, andrebbe a potenziare le tratte di corto-medio raggio dove Alitalia sarebbe più carente e in perdita.

Le altre proposte di acquisizione Alitalia



La proposta di acquisizione Alitalia di Wizz Air

Negli ultimi mesi anche Wizz Air, la compagnia low cost ungherese, aveva presentato proposta di acquisire Alitalia, proposta a cui non è seguita una risposta concreta.

La proposta di acquisizione Alitalia di FS

Ferrovie dello Stato ha presentato un’offerta vincolante per l’acquisto di Alitalia Cityliner e Alitalia-Sai, confermando l’intenzione di includere un terzo partner commerciale con una consolidata esperienza nel ramo dell’aviazione civile.

Il contenzioso con Etihad

Le cose, però, non sono così semplici nella compravendita di Alitalia. L’ultimo partner di Alitalia, Etihad, nel 2015 aveva comprato per 112 milioni di euro il programma Millemiglia, in cui risultavano 4,5 milioni di passeggeri iscritti.

Le dichiarazioni dei commissari

Secondo i commissari Luigi GubitosiEnrico Laghi e Stefano Paleari, la compagnia di Abu Dhabi dovrebbe restituire la gestione e proprietà del programma gratuitamente. Nel caso questo non avvenisse si aprirebbero molti contenziosi in tribunale, solo anche per i prezzi fuori mercato richiesti dalla compagnia per servizi come manutenzione e addestramenti.



Etihad è, invece, disposta a chiudere la faccenda a seguito di un versamento di 50 milioni di euro, che equivarrebbe alle spese sostenute dalla compagnia.



A questo si aggiunge la delicata e discontinua situazione della politica italiana, partita da poco all’attacco con proposta di nazionalizzare la compagnia. Vedremo nei prossimi mesi se ci sarà qualche svolta decisiva, anche se la proposta di un accordo tra FS e Easyjet sembra essere la soluzione più reale.

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